15 Luglio 2020
News
Calenzano 23 Aprile 2020

Caro Marciatore ,
quest'anno la Marcia di Barbiana non ci sarà a Maggio e questo un po' ci manca perché il nostro Gruppo don Lorenzo Milani di Calenzano è sempre stato presente fin dalla prima Marcia del 2002.
Stare in casa per tutelare la salute di tutti è una necessità, ma è anche un'ottima occasione per osservare il mondo che ci circonda e sviluppare delle riflessioni.

- Come Associazione, seguendo l'esempio di Don Lorenzo, la nostra principale preoccupazione è l'educazione. Di questo ci piace parlare e riflettere e crediamo che l'istruzione non sia un voto in pagella, ma il mezzo di espressione delle potenzialità dell'individuo e per questo certi discorsi sulla scuola, vista come poco più di un parcheggio (1) per permettere ai genitori di andare a lavoro, ci vanno di traverso. -

Nel ricordare quanto don Lorenzo,oltre al Vangelo, tenesse a cuore la nostra Costituzione, (la prima scrittura collettiva),crediamo che i Padri Costituenti sia nell'art.34 ..”La scuola è aperta a tutti… .” ed ancor più nell'art.3 …”E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli …..che,limitando di fatto la libertà e la eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …. “ , vedessero nella Scuola uno dei pilastri della nostra Società.

Don Lorenzo regalò a Mario e Luana, su una copia di Lettera a una professoressa, la dedica: “ I ragazzi della scuola di Barbiana con affetto ai ragazzi della scuola Rosi” (a) e noi Allievi, Soci e Volontari continuiamo ancora oggi, ad aiutare molti ragazzi nel loro percorso scolastico per essere un domani Persone responsabili dotate di pensiero autonomo e critico.
Cittadini sovrani,cioè consapevoli dei Diritti e dei Doveri sanciti dalla Costituzione ! Ricordiamocene perché la pandemia sta acuendo e scavando un solco sempre più profondo dentro il quale gli ultimi rischiano sempre più di finirvi seppelliti.

La piramide (pag.36 di Lettera a una professoressa) mostra bene quanti erano allora gli esclusi e forse oggi è ancora peggio e se vogliamo che la scuola non sia “un ospedale che cura i sani e respinge i malati”, questo è il momento di aprire uno spazio virtuale dove chi ha a cuore la Scuola, possa contribuire con le proprie IDEE a realizzare la:

- Marcia di Barbiana 2020.-Virtuale-*
.

NOTE:
1) ….omissis..” ..tengo, oltre alla scuola serale per i giovanotti, anche una scuola pomeridiana per i bambini. Quest'ultima funziona ininterrottamente d'estate e d'inverno e perfino la domenica e non è che un di più perché i bambini vanno anche alla scuola comunale.” …,omissis…” O se mi basta affacciarmi alla finestra della scuola per vedere nel bosco,sul poggio di fronte al mio,un uomo a badar maiali. Un uomo adulto e sano perso in questo che è il più stupido e garzonesco dei lavori solo perché i suoi due ragazzi possan venir qui da me a imparare quel leggere e scrivere che lui conosce appena e che loro invece ricevono anche di mattina!” da pag.309 di Esperienze Pastorali. (Babbo bada i maiali per mandare i figli a scuola per renderli poi Cittadini ! ndr)

a) La foto della dedica autografa la troverete nelle FOTO di questo sito.
* Virtuale come Virtù per INCLUDERE e affinchè le tante Energie di Idee possano iniziare a Marciare tutte insieme, ognuno lasci il proprio contributo cliccando sul pulsante:
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GRAZIE e borraccia piena !!!
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AVVISO:
La Marcia di Barbiana 2020- virtuale- partirà domenica 17 Maggio e si protrarrà per più domeniche.
Il programma dettagliato verrà reso disponibile quanto prima.
GRAZIE !!!
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aldobozzolo1 28-04-2020
In lavorazione
Buona navigazione a tutti. Quanto prima inseriremo il primo piano della dedica autografa fatta dal Priore poche settimane prima di morire su una copia di Lettera a una Professoressa, che Luana e Mario custodiscono gelosamente.
Grazie
Edoardo Martinelli 29-04-2020
Pedagogia dell'aderenza - Progetto Barbiana 2040
Aderisco volentieri alla vera marcia di Barbiana.
Uno spazio dove siamo liberi di usare non solo le gambe, ma anche il cervello. Buon viaggio a tutti. Edoardo
Pier Luigi Fanetti - Brescia 29-04-2020
Marcia di Barbiana
La mia settima partecipazione sarà la meno faticosa.
Grazie agli organizzatori !
Andrea 29-04-2020
La Scuola
Sono arrivato in prima elementare negli anni '50 del secolo scorso. Mi piaceva molto disegnare e colorare con le matite "Giotto". Ci fu chiesto di disegnare ciò che vedevamo dalla finestra di casa nostra. Disegnai le colline e i monti che da lì vedevo e che erano oggetto di lunghi momenti di osservazione per me. Guardavo quei monti in lontananza che cambiavano tonalità di colore nel tempo del giorno e delle stagioni.
Quindi feci un disegno che ritraeva la mia vista dalla finestra e colorai di celestino i monti lontani. Tutto emozionato lo mostrai alla maestra fiducioso che mi avrebbe lodato per il mio disegno magnifico.
Mi disse sbrigativa e risoluta che i monti non erano celestini, casomai erano verdi o marroni. Rimasi in silenzio, dispiaciuto. Come potevo replicare all'Autorita' della Sig.ra Maestra? Ci sarebbero voluti forse altri dodici anni per poterle rispondere :" Sig.ra Maestra, le montagne viste in lontananza, se lei le osserva bene, sono talvolta come avvolte da una luce diffusamente azzurrina. Oggettivamente celestina. Come é possibile scoprire anche notando gli sfondi paesaggistici di molti quadri dei maggiori pittori del Rinascimento Italiano. "
Verso dicembre eravamo già in grado di scrivere le prime parole e dopo alcuni mesi ci fu chiesto di scrivere un Pensierino :" È un giorno di pioggia. Descrivi cosa fai ".
Scrissi :" Quando piove mi annoio. Aspetto che smetta e poi vado fuori con gli sciantilli' ( gli stivali) perché mi diverto a camminare nelle pozzanghere."
Qualcosa del genere, scrissi. Ma con mia grande meraviglia il mio Pensierino non venne letto a voce alta alla classe. Come io ero sicuro che sarebbe avvenuto, dal momento che mi pareva di aver composto proprio un Pensierino ganzo, che avrebbe suscitato l'entusiasmo di tutti i miei compagni di classe.
Invece fu letto a voce alta il Pensierino scritto da Cristina, che era la figlia di un altra maestra. Nel suo testo veniva descritta una via di città lucida di pioggia dove si muovevano come ballando i cento colori diversi di innumerevoli ombrelli di ogni misura. Il traffico incolonnato di auto e filobus rallentato dalle gocce d'acqua battenti in un rumoroso ticchettio.
Lo scritto di Cristina era molto più lungo del mio e c'erano parole nuove e aggettivi mai sentiti prima.
Sicuramente era stato più giusto leggere ad alta voce il suo.
Però, mi chiesi perché mai non fosse stata degna di nota quella strada sterrata piena di bellissime pozze che avevo fatto vedere io.
Piano piano abbinai l'Autorita' della Maestra al POTERE. Un potere dove ciò che avevo da esprimere io non aveva valore. Fu così che decisi di " rendermi invisibile" cioè dare meno nell'occhio alla vigilanza del POTERE. Rispondevo solo se interpellato direttamente. Non alzavo mai la mano per mettermi in luce.
Naturalmente parlavo in continuazione con i miei compagni. Fui accusato per questo di " chiacchierare troppo ".
Era già chiaro che privilegiavo il rapporto con i miei colleghi rispetto al non-rapporto con quella Sig.ra vociante seduta alla cattedra.
È stato solo in prima media che trovai nella mia insegnante di Lettere, Latino e Storia una persona che mi ascoltava con interesse sincero, come faceva nei confronti di tutti, anche dei più timidi.
Si chiamava Maria Probati Procacci (detta Flora). Ci fece scoprire il Mondo.
Ci raccontò che fra i suoi amici e compagni di Università c'erano stati, indimenticabili, Carlo e Nello Rosselli che i sicari di Mussolini assassinarono a Parigi. Ci raccontò anche che suo figlio Giuliano (che in seguito sarebbe diventato lo storico Giuliano Procacci) se ne andò a soli diciassette anni con una formazione partigiana di Giustizia e Libertà sui monti del Bellunese.
Ci raccontò la Storia non solo come una infinita serie di date e nomi di generali e imperatori da ricordare, ma come epoche in cui cambiavano le condizioni di vita delle classi sociali di pari passo ai cambiamenti tecnici, economici, culturali e militari. La Storia come esperienza di vita delle persone.
Ci insegnò a esprimerci e a scrivere in Italiano correttamente e senza fronzoli facendoci leggere e interpretare l'Iliade, l'Odissea e tradurre dal Latino Ovidio.
Ci fece capire l'importanza di formulare pensieri soggettivi e originali che ci con sentissero di entrare in relazione gli uni con gli altri senza voler prevaricare nessuno. Ma nel rispetto delle reciproche opinioni.
Basta una persona a salvarti la vita. La strada a fare esperienze. Una buona causa per battersi (senza violenza) e dare un senso a quella vita che qualcuno ti ha aiutato ad affrontare.
Andrea.

ulisse 1946 29-04-2020
La scuola è il fondamento della vita sociale
"La scuola è l'arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare in loro il senso della legalità (...) dall'altro la volontà di leggi migliori...". Quanto è ancora attuiale questo seme sapienziale di don Lorenzo! Sarò anch'io con i tanti marciatori al tempo del covid-19
Aida Marrone 29-04-2020
In marcia
Sono in marcia con voi! Grazie della bella idea e dell'opportunità di marciare verso Barbiana anche se in modo virtuale
Paola Martini 29-04-2020
ADERENZA
In marcia dietro i passi lesti del Priore...
Paola Martini 29-04-2020
ADERENZA
In marcia dietro i passi lesti del Priore...
Massimo Nutini 29-04-2020
Ci sono
Pur virtualmente, ci sono e ci sarò a Barbiana, vicino a Edoardo e a tutti quelli che continuano a combattere
Vincenzo Altomare 29-04-2020
I care
L'educazione è politica
Francesco e Teresa 29-04-2020
I Care sempre
In cammino fianco a fianco all'amico Edoardo.
Sandra Passerotti 29-04-2020
Ci sono
...con Fabio accanto...
e i ragazzi e le ragazze di Barbiana.
Ross 29-04-2020
I care
Marcia collettiva.
Giulia Costanzo 29-04-2020
I CARE
Col cuore sarò là ma già mi mancate tutti. A presto Edoardo
Flavio 29-04-2020
Rete di Scuole don Milani
Con Edoardo, "la Rete delle Consulte dei genitori del Mugello", "i Comitati Genitori promotori della rete di scuole per la partecipazione", siamo comunque in marcia...
Lucia 29-04-2020
I CARE
Ce la faremo!
Lucia 29-04-2020
I CARE
Ce la faremo!
Edoardo Martinelli 29-04-2020
Rete genitori
Rete di Scuole don Milani
Con Edoardo, "la Rete delle Consulte dei genitori del Mugello", "i Comitati Genitori promotori della rete di scuole per la partecipazione", siamo comunque in marcia...
Francesco Pileggi 29-04-2020
I Move
Mi pare qui si è in bella compagnia, si parte :-)
Paolacinzia 29-04-2020
I care anche io!
Con tutti voi insieme per una scuola diversa nel rispetto dei più fragili. Ciao Edoardo e cari saluti a tutti!
Tania Paolino 29-04-2020
Docente di Filosofia e Storia
A Barbiana, perchè I care
Tania Paolino 29-04-2020
Docente di Filosofia e Storia
A Barbiana, perchè I care
MariaRosariaMazzella 29-04-2020
Fare parti uguali tra disuguali è la peggiore delle ingiustizie
I CARE:con le parole di Don Milani nel cuore,rielaborate anche grazie al contributo di Edo Martinelli,nella marcia porto l’impegno speso per i più deboli nella DAD,con il coinvolgimento di tutta la comunità educante.#insiemesiamopiùforti
Lelio 29-04-2020
In ricordo di don Milani
Oggi come allorable parole di don Milani sono ancorara vive nei nostri cuori e nell'esperienza che viviamo con i ragazzi.
Alda 30-04-2020
L'importante è esserci
Io ci sono
I care
Rosy Bg 30-04-2020
Barbiana 2040
L'atteso imprevisto è il nucleo di un insegnamento circolare.
Ettore Macchieraldo 30-04-2020
I care too
In un mondo finito non possiamo produrre e consumare in modo illimitato. L'unica speranza sono i più giovani. Non lasciamoli però tutta la responsabilità del cambiamento necessario. Abbiamo il dovere di raccontare e prenderci le nostre responsabilità. Raccontare anche di chi ha dato tutto per seminare possibilità di cambiamento, come Don Milani
Carmela Paone 30-04-2020
La nuova educazione
Ed oggi che la Scuola e i suoi valori vengono rimpianti è il momento di esserci in modo forte e chiaro.
I care
Alessandro Santi 30-04-2020
Ogni vero insegnante
Ogni vero insegnante è in debito con don Lorenzo Milani
Andrea De Lotto 30-04-2020
Ci siamo
Cerco di marciare ogni giorno, anche in nome e grazie a don Lorenzo. Un abbraccio forte. Un maestro elementare. Andrea da Milano (il cuore della bestia)
Eugenio 30-04-2020
Barbiana 1 10 100 1000 volte
Sono un seguace fedele del messaggio educativo sociale e ecclesiale che don Lorenzo insieme alla scuola di S.Donato di Calenzano che di S Andrea di Barbiana (che ho conosciuto nel luglio del 1983 ) diffonde in modo efficace.Questa esperienza ha cambiato in meglio la mia vita grazie pure alla frequentazione di Michele e Francuccio Gesualdi,Edoardo Martinell,Nevio Baglioni e Nanni Banchi.Ho scritto ciò perché dal 1983 al 1988 ho fatto parte attiva del coordinamento nazionale degli insegnanti per la nonviolenza che si riuniva per stage formativi di 5 giorni proprio a Barbiana ospiti di Michele Carla e indimenticabile strepitosa Esa Pelagatti...termino dicendo che in quegli anni invitammo testimoni eccezionali come Giannozzo Pucci attuale direttore editoriale della LEF Francuccio,Lina Ferrero seguace di Paulo Freire,don Ezio Palombo,Grazua Honneger Fresco luminare di Maria Montessori,Danilo Dolci,Nanni Salio e Angela Dogliotti Marasso del centro Sereno Regis di Torino,Mons.Giovanni Catti,Gianfranco Zavalloni,Antonino Drago ed altri fu istituita in collaborazione con il Centro don Milani ed Università di Firebze anche un premio .
Maria Novella 30-04-2020
Una bussola
Oggi che la scuola è (finalmente) chiamata a un forte cambiamento, ricordiamo e viviamo le parole e le idee di don Lorenzo Milani. Che siano per noi insegnanti una bussola che indica la strada.
Ilaria 30-04-2020
Mi importa
Sono una maestra supplente breve e saltuaria.. l'ultima ruota del carro. Ma ovunque mi mettano cerco sempre di insegnare ai bimbi che ci deve importare proprio tutto. Che tutto fa parte della cultura e del nostro mondo. I care per me è questo. L'indifferenza può uccidere.
Buon cammino a tutti da Milano
lorenzo dani 30-04-2020
Oggi più che mai
"Ma in questi cento anni di storia italiana c'è stata anche una guerra «giusta» (se guerra giusta esiste). L'unica che non fosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana."
OGGI PIU' CHE MAI
Emanuela 30-04-2020
Insegnante e formatore
Ci sono
I CARE
fabrizio.mertino 30-04-2020
Ora più che mai!
Ci sono, perché non è giusto mettere in contrasto il mondo del lavoro e quello dell'istruzione, essi sono complementari. Ricordiamocene perché le differenze si accentuano sempre di più!
Marisa 30-04-2020
I care
Ringrazio l’amico Edoardo che mi ha informato su questa marcia. La mia a piedi è sempre stata relativa perche non posso camminare a lungo. Don Milani ci ha insegnato ad ascoltare tutto e tutti ‘I care’ è sempre stato il mio motto di vita. Ho seguito alcuni ragazzi pieni di vita e di propositi. Ed è stato un tempo magnifico! Speriamo che i giovani ritrovino la voglia di essere migliori!
Vladimiro Sacco 30-04-2020
sindacalista in pensione
Sono anche io nella marcia per continuare a promuovere i valori della solidarietà, della cultura, dell'istruzione. Mai come oggi, questi valori sono condizione imprescindibile per la difesa ed il sostegno dei diritti universali e la salvaguardia dei beni comuni. Marciamo sempre per difendere la Pace, la Natura, la dignità delle donne e degli uomini.
Domenico Sarracino 30-04-2020
Dirigente scolastico in pensione
Salgo anch'io a Barbiana quest'anno..
anche se solo virtualmente. Per ricordare il priore e i suoi insegnamenti. A Barbiana c'è un'eredità di valori un prezioso tesoretto morale a cui continuare ad attingere...Saluto il priore così !
Americo D'Elia 30-04-2020
Consigliere Comunale Calenzano
Sono con voi il cuore
Bellini Giovanni 30-04-2020
Resistere E imboccarsi le maniche.
Mi associo a questa marcia virtuale per dire che chi possiede gli attuali mezzi di comunicazione, cioè i poteri forti, mirano soprattutto a formarci invece di informarci, approfittando della inadeguata sovranità del popolo. La scuola da sola è incapace di rimuovere gli ostacoli di cui all'articolo tre della Carta Costituzionale, perciò diamogli una mano, come si fa nel Gruppo Don Milani a Calenzano.
Romilda Saetta 30-04-2020
I CARE ancora...
Chiusa tra le mura imposte dal lockdown, lontana da Scuola, impreparata per la Didattica a Distanza, ero tentata a chiudere la ‘porta’, a scrivere, come pensò il Priore ‘I don’t care più’, ma invece ho capito che: I care ancora....Mi stanno ancora a cuore i ragazzi, la Scuola, la Parola... Mi sta a cuore la Comunità umana... Non potevo e non posso astenermi.. ‘La scuola è l’arte delicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio....’. Dovevo continuare a ricordare a me stessa e ai miei ragazzi che ‘ il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutte insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia’..... Allora, mi toccava esser generosa anche quando non potevo.... Ricordare a me stessa e ai giovani ‘che essi sono tutti sovrani [...] che bisogna che si sentano ognuno l’unico responsabile di tutto’ ... Ricordare ancora una volta che al centro della vita e della Scuola ci deve essere l’ I CARE, ‘ il contrario esatto del motto fascista ‘me ne frego’...
Elisabetta 30-04-2020
I CARE 2.0
È il momento di cambiare, di rinnovarsi e di uscire dagli schemi imposti fino ad oggi. L'ordine imperativo è: educazione a 360°
Viviana Ballini 30-04-2020
grazie!
Ci sarò, per trarre sempre ispirazione dalle donne e dagli uomini che hanno avuto la fortuna di stare a fianco di Don Lorenzo, che con coraggio non lo hanno mai abbandonato. Imparare ancora da loro per portare avanti la fiaccola. GRAZIE
Mauro Matteucci 30-04-2020
Accanto agli ultimi
La pandemia dilagante ci costringe a stare lontani dall'insegnare, questo verbo così particolare e pregnante, perché unisce l'azione tecnica della didattica a quella umana dell'educare. Questo, ci insegnò il grande maestro di San Donato e di Barbiana. In quel giorno mi sentirò ancora più unito ai miei ragazzi africani di Vicofaro, oggi gli ultimi, quelli prediletti da don Lorenzo.
Aldo 30-04-2020
Due Scuole
Prendo in prestito da Affinati il titolo della sua prefazione ad un libro edito nel 2011 dalla EMI sull’esperienza di Barbiana e da Tullio de Mauro la sua conclusione a pag.507 in - L’istruzione in Italia: solo un pezzo di carta? - ed. il Mulino 1997.
Affinati titola la prefazione: L’eguaglianza delle posizioni di partenza- mentre De Mauro conclude:.....”Una scuola che rispetti l’articolo 3 ......e non crei più disparità,ma agevoli la comune partecipazione alla formazione delle classi dirigenti.”
Col biro ho cancellato le ultime due parole ed ho scritto- delle persone.
Se la Scuola la paragoniamo ad un campo da arare e seminare in attesa del futuro raccolto si capisce bene il compito del contadino-insegnante in quale parte del campo dedicare le proprie energie.
Buona borraccia a tutti !
Lorenza 30-04-2020
I care tutto.
In questo tempo di restrizioni ho trovato lo spazio per la profondità. Sono emerse le priorità. È ritornato l'equilibrio. È stato un tempo guadagnato. Nutro la speranza che il guadagno fatto non si disperda,anche se sembrano rombare forte i motori di chi non vede l'ora di riprendere e di farlo cancellando con un colpo di spugna questa fase di sospensione. Io vorrei invece che istruisse un modo più sapiente di vivere. Non voglio più la normalità che abbiamo lasciato alle spalle. Dobbiamo cambiare. Potremo?
Rita Fumagalli 30-04-2020
In cammino
Non smettiamo mai di essere in cammino, come persone e come scuola. Il cammino di questi lunghi giorni è per tutti un'esperienza di cambiamento profondo, dalla quale possiamo rinascere per guardare con spirito nuovo al nostro stare nel mondo. Oggi più che mai ripartiamo insieme da Barbiana!
Jose Carrasso 30-04-2020
in cammino con don Milani
La mia prima volta a Barbiana è stata con la marcia del 2009, quando ho avuto occasione di accompagnare gli alunni della mia terza media con i quali avevamo letto e conosciuto don Lorenzo attraverso "L'obbedienza non è più una virtù". Dal 2009 non ho più smesso di marciare verso Barbiana, Calenzano, accompagnare amici, parenti, curiosi. Mi mancherà quest'anno non essere lì, abbracciare chi ha conosciuto il priore e con i suoi racconti mi ha svelato il suo lato più umano. Buon cammino e un abbraccio virtuale a tutti voi.
Marco Banchelli 30-04-2020
PRESENTE!
Insieme a tante altre "presenze", testimonianze e sviluppi di una SCUOLA che ancora continua anche ben oltre Calenzano e Barbiana... Con la certezza che Don LORENZO, oltre al fianco di tutti quelli che lo hanno conosciuto come prete e come maestro, sia al fianco anche di quelli come me che, pur senza averlo mai incontrato, lo avvertono ogni giorno IN CAMMINO come un sempre piu' indispensabile compagno del "grande viaggio".
Gruppo Milani spagnolo 01-05-2020
50º aniversario della Casa-Scuola Santiago Uno a Salamanca
Oltre al camino in su verso Barbiana, ce n’erano tanti altri che scendevano dal Monte Giovi e portavano lontano, verso la Spagna per esempio… Noi abbiamo percorso uno de questi nel 1971 – prima ancora di salire a Barbiana con il P. Balducci nel estate di 1972 –, grazie alla lettura di Lettera a una professoressa che ha ispirato la Casa-scuola Santiago Uno di Salamanca (e poi la Scuola Agraria Lorenzo Milani nel 1980). Molti amici di Calenzano e di Barbiana siete venuti da noi in questi quasi 50 anni che si compiono nel 2021. Speriamo di trovarci ancora qui o per le strade di Calenzano e di Barbiana.
massimocorna 01-05-2020
L'amore ci salverà
Non ho mai partecipato alla marcia, ma da sempre sono affascinato dall'amore che il Priore ha saputo dare ed insegnare con la sua vita. Un abbraccio all'amico Edoardo.
Margherita 01-05-2020
Prof
Arrivai a Calenzano esattament 50 anni fa e da allora ho amato il luogo e il popolo cosi prezioso per Don Milani. Ho conosciuto il suo lavoro attraverso la famiglia Calenzanese e piu tardi da uno dai rsgazzi di Don Milani tutt'ora un grande amico. Come insegnante il lavoro di Don Milani e di coloro che continuano a mettere in atto i suoi insegnamenti mi hanno toccato e continuano a toccare il cuore e la mente. Una marcia continua di amore e sappienza. Grazie sono felice di marciare con voi oggi e always with love.
4C lsu 01-05-2020
Noi ci siamo!
we care
Rachele Matteucci 01-05-2020
Restituire la parola agli ultimi
L'insegnamento di don Lorenzo è stato per me un costante punto di riferimento sia nell'insegnare la lingua italiana nei Centri di accoglienza per dieci anni, sia nella scuola statale dove sono da tre anni docente di sostegno in un Liceo artistico. Ho capito con il lavoro inteso come garanzia di diritti alle persone cosa significa dare un formidabile strumento di emancipazione a chi cerca speranza da noi. Così come restituire parità di istruzione a coloro che sono considerati "inferiori" dalla nostra società: tali lo furono gli artigiani di San Donato o i figli dei contadini del Mugello, ai quali don Lorenzo restituì la piena dignità umana. Oggi, con l'emergenza del coronavirus, mi rendo conto che, se strumentalmente è utile, la Didattica a Distanza priva di un elemento fondamentale, quello della relazione educativa diretta e accentua evidenziandole le disuguaglianze sociali. E' ancora più vera la celebre espressione milaniana: Non c'è nulla che sia più ingiusto che far parti uguali tra disuguali. Va perciò riaffermato e attuato l'articolo 3 della nostra Costituzione sulla pari dignità sociale di tutti i cittadini.
Claudia Vellani 01-05-2020
Cercasi un fine. Bisogna che sia onesto. Grande.
Ho insegnato per tanti anni italiano e storia alle superiori, cercando sempre di avere don Milani come guida; adesso insegno la nostra lingua ai migranti e aiuto ragazzi in difficoltà. Iman, una ragazza di origine marocchina, mi chiede aiuto per telefono perchè la sua prof. di italiano non fa lezioni online, dà solo le pagine del libro da studiare, qualche slide e poi dà la verifica. Così ha fatto Pirandello, l'ascesa del fascismo e del nazismo. Per Iman è stato molto difficile capire, nonostante ci metta tanto impegno e volontà. Davvero la didattica a distanza, sia quando viene fatta sia quando si limita all'invio di schemi e di video didattici, rischia di aumentare ancora di più le differenze sociali e di emarginare, perchè è ancora più difficile avere un'attenzione individuale per le singole persone. Penso che se da questo periodo di emergenza usciremo solo con qualche prof un po' più tecnologico, perchè è stato costretto a diventarlo, sarà ben poca cosa: potrebbe essere l'occasione per rendere la scuola più vicina alla vita: "Quando il programma vien suggerito da quello che succede intorno a noi non ci si annoia, la scuola diventa scuola di vita e la vita diventa occasione di scuola”, scrive Adele Corradi nel suo libro. Inoltre non dovrebbe succedere più che "lingue, storia, scienze, tutto diventa voto e null'altro"(Lettera a una professoressa). Su invito di Aldo Bozzolini, ho chiesto ad alcuni studenti con i quali l'anno scorso sono stata a San Donato-Calenzano e a Barbiana, come va la didattica a distanza: sono tutti molto insoddisfatti perchè è più faticoso stare attenti e la lezione è molto meno interattiva che in classe. Hanno voglia di incontrare le persone. La prima cosa che faranno appena sarà possibile sarà andare semplicemente in centro e vedere gli amici e le amiche. Quello che manca di più è la relazione vera, la stretta di mano, la pacca sulla spalla, i baci e gli abbracci...Fa effetto sentirlo dire da ragazzi accusati fino a due mesi fa di esagerare con i contatti virtuali e di aver scordato la bellezza di guardarsi negli occhi!
Grazie a tutti voi per questa bellissima idea della marcia di idee e un saluto carissimo agli amici alievi di don Lorenzo che ho potuto conoscere e far conoscere grazie a Danilo Bertani!
aldobozzolo1 01-05-2020
Foto dedica autografa
Nella Foto gallery di questo sito troverete la foto della dedica autografa del Priore scritta poche settimane prima che morisse, sulla copia di Lettera a una professoressa che Luana e Mario tengono in mano mostrandola a tutti noi.
Impegno rispettato. Aldo
Maddalena 01-05-2020
Marcia per l'uguaglianza
Aderisco alla marcia virtuale di Barbiana perché ancora oggi è necessario lottare perché i Diritti siano garantiti a tutti, in primis l'istruzione!
aldobozzolo1 01-05-2020
Foto dedica autografa
Scusate ma devo ringraziare la Prof. Claudia di Modena (sig.ra Claudia Vellani) di tre commenti sopra a questo che mi ha inviato la foto che scattò alcuni mesi quando venne a trovarci alcuni mesi fa.
Grazie
Bellini Giovanni 01-05-2020
Resistere e imboccarsi le maniche
Resistere sperando che questa repubblica burocratica governata da oltre 75 mila leggi diventi veramente democratica, non più fondata sul lavoro che non c'è ma sul lavoro dignitoso e rispettoso per tutti.
Ricordiamoci che "la disoccupazione rappresenta una palla al piede per la classe operaia".(da Esperienze Pastorali). Voglio anche sperare che un tempo non troppo lontano si possa celebrare una festa per l'abbattimento dell'ignoranza, causa principale che ci fa rimanere sudditi invece di cittadini sovrani.
Prof.ssa Antonella Serafini, docente scienze umane Liceo Carlo Sigonio 01-05-2020
Don Milanil: l'importanza pedagogica, la forza, il principio, il peso, lo spirito, il rilievo, la consistenza, il coraggio.
A giugno dello scorso anno ho contattato l'ex collega di scuola, Claudia Vellani , sapendo quanto fosse amorevolmente coinvolta, rigorosamente preparata nello studio del Grande Don Lorenzo Milani. Abbiamo costruito un progetto con la mia classe 5^B(che ringrazio per l’impegno e il coinvolgimento dimostrati) intitolato: “Conoscere Don Lorenzo Milani, maestro a San Donato di Calenzano e a Barbiana”.Il nostro obiettivo è stato di far riflettere i ragazzi sul programma educativo che Don Milani realizzò nella scuola popolare di Barbiana basato sulla qualità delle relazioni e dei valori come: la dignità della persona umana, il primato della Costituzione, l’impegno civile, l’inclusione, la partecipazione e la solidarietà. Esperienza meravigliosa, da ripetere, che ha portato alla realizzazione di un video prodotto dalla classe. Un ringraziamento particolare va ai Pierini, senza le loro parole, testimonianze preziosissime, non sarebbe stato possibile raccogliere tanto “materiale emotivo, sociale e culturale”; insomma ci è sembrato che Don Milani fosse veramente, lì, tra noi. Grazie a tutti!
Laura Lembo 01-05-2020
I Care
Sempre più I Care . Ancor più in questo momento così particolare e difficile ho a cuore i miei alunni. Aderisco alla marcia di Barbiana .
Lino Mussi 01-05-2020
" I care" come stile di vita
Don Lorenzo aveva scelto per i suoi ragazzi Michele,Aldo ,Francuccio,Nevio..come imperativo etico " mi sta a cuore" .Mi auguro che questo imperativo divenga per le nuove generazioni lo stile di vita cui ispirarsi.
Annamaria De Seta 01-05-2020
I care
Partecipo volentieri a questa marcia virtuale, perché sostengo con forza il messaggio di Don Milani che ha lasciato segni profondi nella cultura e nella società. Il suo metodo di insegnamento, che puntava a formare le coscienze prima delle competenze, deve essere un modello per tutti noi.
Dani 02-05-2020
Marcia virtuale
Sinceramente non vi conosco. Approfondirò la vostra conoscenza ma intanto partecipo volentieri a queste belle iniziative. Grazie a tutti.
Colturani Silvana 02-05-2020
I Care
Un’iniziativa lodevole in questo tempo di incertezza ma di speranza
Anna 02-05-2020
solidarietà
Se ognuno di noi fondasse il suo vivere quotidiano sul comandamento cardine della predicazione di Gesu “ama il prossimo tuo come te stesso” la nostra esistenza sarebbe illuminata dalla Misericordia e renderemmo la vita degna di essere vissuta, come quella di Don Milani che ha dedicato la sua esistenza al prossimo e in particolare agli ultimi.
Agata 02-05-2020
La base del futuro
Il contributo di Don Milani è stato fondamentale nel cambiamento del modo di intendere e fare scuola intrapreso nella seconda metà del Novecento.
Sono una studentessa del quinto anno di Liceo e questo anno mi sono resa conto dell`inadempienza della scuola su molti fronti: a partire dal semplice ma non banale leggere la realtà che viviamo ogni giorno. La scuola è diventata estremamente burocratica ed è inutile negare che questo renda tutti un po` più freddi e meno empatici. Pieni di cose da fare, alunni e professori si dimenticano dell`aspetto più importante: la relazione. È su di essa che si costruiscono le basi per apprendere e acquisire le famose "soft skills" di cui oggi tanto si parla.
Basti pensare a quanto un rapporto conflittuale con un professore possa intaccare l`andamento scolastico di uno studente. Allora ecco, io credo che l`aspetto su cui lavorare sia imparare ad osservare e a stare insieme prima ancora che quantificare il rendimento di alunni e professori!
Agata 02-05-2020
La base del futuro
Il contributo di Don Milani è stato fondamentale nel cambiamento del modo di intendere e fare scuola intrapreso nella seconda metà del Novecento.
Sono una studentessa del quinto anno di Liceo e questo anno mi sono resa conto dell`inadempienza della scuola su molti fronti: a partire dal semplice ma non banale leggere la realtà che viviamo ogni giorno. La scuola è diventata estremamente burocratica ed è inutile negare che questo renda tutti un po` più freddi e meno empatici. Pieni di cose da fare, alunni e professori si dimenticano dell`aspetto più importante: la relazione. È su di essa che si costruiscono le basi per apprendere e acquisire le famose "soft skills" di cui oggi tanto si parla.
Basti pensare a quanto un rapporto conflittuale con un professore possa intaccare l`andamento scolastico di uno studente. Allora ecco, io credo che l`aspetto su cui lavorare sia imparare ad osservare e a stare insieme prima ancora che quantificare il rendimento di alunni e professori!
Agata 02-05-2020
La base del futuro
Il contributo di Don Milani è stato fondamentale nel cambiamento del modo di intendere e fare scuola intrapreso nella seconda metà del Novecento.
Sono una studentessa del quinto anno di Liceo e questo anno mi sono resa conto dell`inadempienza della scuola su molti fronti: a partire dal semplice ma non banale leggere la realtà che viviamo ogni giorno. La scuola è diventata estremamente burocratica ed è inutile negare che questo renda tutti un po` più freddi e meno empatici. Pieni di cose da fare, alunni e professori si dimenticano dell`aspetto più importante: la relazione. È su di essa che si costruiscono le basi per apprendere e acquisire le famose "soft skills" di cui oggi tanto si parla.
Basti pensare a quanto un rapporto conflittuale con un professore possa intaccare l`andamento scolastico di uno studente. Allora ecco, io credo che l`aspetto su cui lavorare sia imparare ad osservare e a stare insieme prima ancora che quantificare il rendimento di alunni e professori!
Agata 02-05-2020
La base del futuro
Il contributo di Don Milani è stato fondamentale nel cambiamento del modo di intendere e fare scuola intrapreso nella seconda metà del Novecento.
Sono una studentessa del quinto anno di Liceo e questo anno mi sono resa conto dell`inadempienza della scuola su molti fronti: a partire dal semplice ma non banale leggere la realtà che viviamo ogni giorno. La scuola è diventata estremamente burocratica ed è inutile negare che questo renda tutti un po` più freddi e meno empatici. Pieni di cose da fare, alunni e professori si dimenticano dell`aspetto più importante: la relazione. È su di essa che si costruiscono le basi per apprendere e acquisire le famose "soft skills" di cui oggi tanto si parla.
Basti pensare a quanto un rapporto conflittuale con un professore possa intaccare l`andamento scolastico di uno studente. Allora ecco, io credo che l`aspetto su cui lavorare sia imparare ad osservare e a stare insieme prima ancora che quantificare il rendimento di alunni e professori!
Giovanna ogliari 02-05-2020
Passione x la scuola
Mi sono care le parole dei ragazzi di Don Milani nella lettera di risposta a quelle del maestro Mario Lodi :-Questa scuola dunque , senza paure , più profonda e più ricca, dopo pochi giorni ha appassionato ognuno di noi a venirci. Non solo: dopo pochi mesi ognuno di noi si è affezionato anche al sapere in sé -
Valerio Marani 02-05-2020
Marcia Virtuale
Diverse volte mi sono messo in cammino con diverse persone come accompagnatore del Club Alpino Italiano partendo da Barbiana a Monte Sole percorrendo il crinale Tosco Emiliano. A Vicchio abbiamo conosciuto e parlato con alcuni dei Ragazzi di Don Milani che ci hanno fatto conoscere meglio il loro maestro Don Milani.
Oggi purtroppo causa questa pandemia la camminata è virtuale ma non per questo meno interessante.
Grazie all’amico Edoardo che mi ha evidenziato questa iniziativa alla quale partecipo volentieri.
I CARE
Cesare Sottocorno 02-05-2020
A Barbiana e a don Lorenzo
Credo che se avessero ascoltato il priore di Barbiana la Chiesa oggi sarebbe diversa. Ma questo è il destino dei profeti. Fortunatamente dalla fine del mondo è arrivato Francesco
Cesare Sottocorno 02-05-2020
A Barbiana e a don Lorenzo
Credo che se avessero ascoltato il priore di Barbiana la Chiesa oggi sarebbe diversa. Ma questo è il destino dei profeti. Fortunatamente dalla fine del mondo è arrivato Francesco
Cesare Sottocorno 02-05-2020
A Barbiana e a don Lorenzo
Credo che se avessero ascoltato il priore di Barbiana la Chiesa oggi sarebbe diversa. Ma questo è il destino dei profeti. Fortunatamente dalla fine del mondo è arrivato Francesco
Cesare Sottocorno 02-05-2020
A Barbiana e a don Lorenzo
Credo che se avessero ascoltato il priore di Barbiana la Chiesa oggi sarebbe diversa. Ma questo è il destino dei profeti. Fortunatamente dalla fine del mondo è arrivato Francesco
Classe 5^E, Liceo Carlo Sigonio 02-05-2020
I Care
era il messaggio di Don Milani, un messaggio che siamo riuscite a percepire anche noi grazie alla gita a Barbiana del 4 Ottobre. Abbiamo trovato i valori del priore sull'inclusività e sull'uguaglianza molto importanti anche per il sistema scolastico attuale! Ecco perché come classe partecipiamo a questa marcia!
Grazia Maria Tempesti 03-05-2020
l'importanza della conoscenza
le parole contano e conoscerle è fondamentale per capire. Sempre più attuale. Barbiana un cammino da fare almeno una volta, poi resta la voglia di tornare.
aldobozzolo1 03-05-2020
La storia si ripete .
Letto ora l'articolo a firma di Silvia Bini sulla cronaca di Prato del quotidiano La Nazione, dove 25 insegnanti hanno scritto una lettera al Comune di Prato chiedendo ..." un tavolo di confronto da aprire al più presto con l'assessore all'istruzione Ilaria Santi per cercare di tamponare,almeno in parte, gli effetti negativi che la totale assenza della scuola reale sta avendo sugli alunni,soprattutto tra quelli più piccoli".
Subito dopo si aggiunge.... " il nostro istituto è ricco di spazi ampi e praticabili,anche all'aperto,che consentirebbero di impostare attività socializzanti ed educative , necessarie perchè i nostri alunni si possano ritrovare in sicurezza."
Tradotto io leggo soltanto doposcuola per ripianare le differenze e scuola anche all'aperto per una maggiore sicurezza.
Benissimo anche a Barbiana in estate andavamo a fare scuola al Fosso dei Tigli !
Pagina 59 di Lettera a una professoressa è sempre attualissima e la proposta dei 25 insegnanti non è altro che il Doposcuola per aiutare gli ultimi.
Grazie, SIAMO in MARCIA !!!
Claudio Ascoli compagnia teatrale CHILLE DE LA BALANZA San Salvi Firenze 03-05-2020
DIDATTICA A DISTANZA E DAL VIVO. "Parti eguali fra diseguali. La Scuola al tempo del coronavirus e la lezione di don Milani.
Lavoro da molti anni su don Milani e principalmente su "Lettera a una professoressa". Un nostro spettacolo, intitolato proprio Lettera a una professoressa, è stato più volte presente alle iniziative a Vicchio prima delle Marcia. ADERISCO A QUESTA EDIZIONE VIRTUALE DELLA MARCIA: è quanto mai importante oggi riflettere sulla lezione di don Milani...mentre la scuola è tutta a distanza e si ipotizza una ripartenza a settembre a mezzo servizio! Mi propongo di dar vita ad un incontro di sensibilizzazione sul tema - purtroppo su una diretta fb - anche per invitare quante più persone a partecipare alla Marcia virtuale. Gli interessati possono contattare la compagnia e me personalmente inviando una mail a info@chille.it o con un whatsapp a 3356270739. Grazie.
Laura Perini e Leo Muscato 04-05-2020
Don Lorenzo nel cuore
"L'individuo non ha che una forza: il pensiero. Non come l'intende il banale idealismo -coscienza, opinione, ecc. Il pensiero costituisce una forza e quindi stabilisce un diritto solo nella misura in cui interviene nella vita materiale".
Simone Weil, amica intima di don Lorenzo Milani.

... attenderemo la prossima marcia
d. Franco Perdomini (Caravaggio Bg). 04-05-2020
Sacerdote (novantenne)
Lettera a una professoressa appena e' stata publicata non solo l'ho letta, l'ho quasi imparata a memoria (dopo l'attenta lettura di Esperienze pastorali). Ringrazio ancora oggi don Lorenzo per quegli incontri.
Giovanna 05-05-2020
I care .....sempre!!!!
I CARE: mi sta a cuore.... mi interessa.... mi prendo cura!!!!!Che bello sarebbe se ognuno di noi improntasse il proprio cammino su queste parole bellissime ma non facili .......che bello, avremmo senz’altro...un mondo migliore!!!!Grazie per questa marcia virtuale. Grazie Don Lorenzo.
Rina 05-05-2020
Per il ricordo
I ricordi scandiscono il tempo , ma quando mi soffermo sul percorso di vita di Don Milani la mia mente si fa coraggio
Mauro Matteucci 05-05-2020
In cammino con i testimoni
Vorrei aggiungere un altro pensiero, che suscita in me profonda commozione. Nella marcia virtuale di quest'anno a Barbiana sono certo che saranno con noi i testimoni straordinari dell'insegnamento di don Lorenzo scomaparsi negli ultimi anni, alcuni nei mesi di questa tremenda pandemia: Michele, Maresco, don Ezio, Giancarlo. Grazie di averci portato la vostra testimonianza appassionata!
angeloballabeni 06-05-2020
testimonianza di Ernesto Balducci
Aderendo volentieri a questa marcia virtuale,riporto parte di una riflessione di Ernesto Balducci scritta a dieci anni dalla sua morte:...Don Milani il giorno dopo il suo arrivo, cominciò a racimolare attorno a sè i ragazzi delle famiglie contadine,raggruppandole in una scuola.Per lui liberare una coscienza dal suo stato di inerzia,dal suo stato di paura,dal suo stato di sudditanza alle idee dominanti e renderla libera e responsabile è già atto evangelico,si parli o no di Cristo. Dire a una coscienza paralizzata "alzati e cammina"è già fare Vangelo,è già realizzare il Regno;la fede è un punto di arrivo,non un punto di partenza,e se una fede viene raggiunta da una coscienza che resta paralizzata,non la chiamate fede, ma orpello,finzione,perché per chi crede nel Vangelo la fede è un processo globale che implica anche la preoccupazione di chi è assetato;non solo la preoccupazione di dire le preghiere, ma la preoccupazione dell'uomo che ha bisogno è parte essenziale della fede.Portare i ragazzi dallo stato di inerzia e di passività allo stato di responsabilità attiva significa già fare atto di liberazione evangelica,ed anzi,secondo la sua famosa LETTERA l'unica via per arrivare a credere in Dio.In questa scelta,insieme laica ed evangelica, si fondono l'intuizione pedagogica e l'intuizione pastorale di don Milani. Giugno 1977
4Clsu 06-05-2020
Don Milani e la quarantena
Don Lorenzo Milani, uomo che non si limita al compito di sacerdote, bensì spinto da un grande sentimento di aiuto verso il prossimo, si mostra critico verso la Chiesa e lo Stato, soprattutto per quanto riguarda l’ambito scolastico. Per tutta la sua vita, egli continuerà ad occuparsi di fatti sociali, come quello di bambini costretti a lavorare nei campi, all’insegna della povertà e di un isolamento dalla vita sociale. Non accettando questa situazione Don Milani decide di istituire una scuola per i bambini del villaggio. Nasce così la scuola di Barbiana, allestita in una misera stanza, destinata, però, a diventare un esempio di cultura e crescita dei giovani.
È così che viene trasmessa speranza, sentimento che non dovrebbe mancare nella vita di ogni essere umano. La speranza insegna a sognare e Don Milani ha dato modo ai piccoli di Barbiana di sognare un futuro migliore. In una realtà così povera dal punto di vista economico e direi anche dal punto di vista affettivo, è difficile avere speranza, eppure lui ci è riuscito. Nonostante vari ostacoli sociali ma anche personali, dal momento che si ammalerà di tumore, lui non si fermerà davanti all’ingiustizia.
Credo che il messaggio di Don Milani sia ancora oggi attuale, proprio per quanto riguarda la situazione che tutti noi stiamo vivendo. Nonostante l’oggettiva gravità dell’emergenza, credo ci sia un lato positivo in tutto ed é giusto coglierlo sempre. La quarantena è stato un momento in cui tutti si sono fermati, o meglio quasi tutti. Coloro che hanno avuto il privilegio di poter stare a casa, senza correre rischi, hanno avuto modo di riflettere su tante cose, che spesso la vita frenetica nasconde. Alcuni hanno potuto godersi del tempo in più con i propri figli, quel tempo che il lavoro rubava, altri sono rimasti da soli e hanno potuto riflettere sul proprio futuro. Insomma ogni persona ha subito un cambiamento dentro di sè. Sono certa che negli anni a venire ci rimaranno i ricordi di ciò che ci ha lasciato questo momento e lo racconteremo a propri figli o nipoti. Mentre al telegiornale ogni giorno vengono mandate in onda notizie frustranti, c’è chi si è rimboccato le maniche e si è posto in primo piano nell’emergenza. Quando ne usciremo, dobbiamo rendere grazie a tutti loro, che non hanno mai perso la forza di volontà e hanno combattuto affinchè tutto torni alla normalità, così come Don Milani non si è fermato davanti all’ingiustizia.
Matilde 06-05-2020
IV D LSU, Liceo statale Niccolò Forteguerri (PT)
I CARE!!!
la resilienza ci riporterà verso un cammino giusto.
Sabrina 06-05-2020
4D LSU , Liceo statale Niccoló Forteguerri
L’importante è non arrendersi mai davanti a niente e nessuno
I CARE !!
Edoardo Martinelli 06-05-2020
Pedagogia dell'aderenza - Progetto Barbiana 2040
https://tuttosesto.net/banchelli-barbiana-e-una-scuola-che-non-finira-mai/
Nicola, ex maestro per caso 06-05-2020
Ho voluto più bene a voi ( ragazzi ) che a Dio...
Importante non è ciò che facciamo, ma quanto amore ci mettiamo in ciò che facciamo:bisogna fare piccole cose con grande AMORE.
I CARE sempre.
Grazie Don Lorenzo.
Ginevra Lucà Rosi 07-05-2020
4D LSU, Liceo Niccolò Forteguerri (PT)
Io ci sono, I Care!
Marco Curreli 07-05-2020
Letture in quarantena
In questo periodo di disagio e segregazione, leggere coi miei compagni ciò che don Lorenzo Milani ha scritto insieme ai suoi ragazzi, mi ispira e mi distrae, animando la mia aspirazione alla professione dell'insegnante. Grazie! I Care!
4C LSU Pistoia
4C LSU 07-05-2020
Don Milani
we care!!
BiscottoLetale 07-05-2020
Don Milani
In questo periodo di difficoltà le parole di Don Milani riescono a darci sostegno e speranza in un futuro migliore.
Pinu 55 07-05-2020
La scuola dell'amore
Sono maestra della scuola primaria,in pensione.
Ricordo tutti i miei alunni,i loro sorrisi, i loro sguardi fiduciosi, le loro difficoltà.
Ho dato molto, ma ho ricevuto assai di più.
Mi mancano per tutto l'affetto che mi hanno donato.
Non ho mai partecipato alla Marcia, ma almeno virtualmente quest'anno ci sono anch'io.
Ilaria Baldi 07-05-2020
4^D,Liceo Niccoló Forteguerri (PT)
Io ci sono!
Una grande iniziativa che ci unisce in questo periodo difficile
Mi sta a cuore I CARE !
Federica Procentese 07-05-2020
4^D LSU Liceo Niccolò Forteguerri (PT)
io ci sono!
specialmente in un momento così difficile
I care!
Matilde Caramelli 07-05-2020
4^D LSU, Liceo Niccolò Forteguerri (PT)
Questa è un'ottima iniziativa che insegna alle persone a non mollare mai, a sperare che le vicende possano prendere una piega migliore, a vedere la luce fuori dal tunnel! Forza!
mariavalentino 08-05-2020
Insegnante di scuola primaria
In questo tempo sospeso le parole di don Milani fanno bene al cuore!
Costanza Bartolini 08-05-2020
4^D LSU, Liceo Niccolò Forteguerri (PT)
Sono d'accordo con questa iniziativa perché è importante avere a cuore la scuola perché forma i ragazzi alla vita di adulti
Stefano Rondina 09-05-2020
LA MIA PRIMA SALITA A BARBIANA
Non ho mai partecipato alla Marcia di Barbiana, ma in occasione di questa "marcia virtuale" e approfittando della sosta, del silenzio, di questo tempo così dilatato del "coronavirus", voglio raccontare la mia prima salita a Barbiana, l'ascesa al monte! Era il 14 settembre 1964, io e il mio amico Emilio Grasso, studenti a Roma di filiosofia e teologia, di passaggio a Sesto Fiorentino si disse a Don Silvano Nistri che volevamo andare a Barbiana a conoscere Don Milani, quel prete, quel maesto, quella scuola. Don Silvano subito chiamò la Franca Righini e lei ci accompagnò a Barbiana!
Ma come avevamo saputo di Don Milani? Un paio di anni prima, novembre 1962, si andava spesso, io, Emilio ed altri ancora, a trovare delle amiche al Forlanini, ospedale di Roma. Un pomeriggio una di loro, Enza, ci disse: "Vedete quel signore che passa, è un prete, ve lo presento". Era Don Silvano, e lì cominciò a raccontarci, seguitando così in tanti altri pomeriggi, della sua parrocchia di Colonnata, della "chiesa " di Firenze, di La Pira, Elia Della Costa, Don Facibeni, Don Corso Guicciardini, e di Don Milani e della sua scuola. Di don Lorenzo ci raccontò un po' della sua vita, del suo carattere, l'impegno, il rigore, il modo di fare scuola; io me lo immagginavo somigliante ad un mio professore di filosofia, un po' anziano, severo, rigoroso.
Quel lunedi 14 settembre si arrivò a Barbiana alle tre del pomeriggio, lui sulla sdraia, già molto malato, la sua tonaca un po' sdrucita, la barba rada e appena un po' lunga, il volto sereno, un sorriso arguto, i suoi ragazzi tutti intorno, stava leggendo il giornale sotto la pergola. Con mio stupore subito scomparve da me quell'immagine un po' burbera che mi ero fatto. Ci sedemmo e disse subito: "Franca non sapevo che avessi due amici preti!",noi eravamo in talare. Seguitò a "fare scuola". Ricordo tanti argomenti e cose dette in quel pomeriggio, direi parola per parola, e poi l'Eda, premurosa, semplice, umile, materna, e la Messa detta verso la fine della serata, e quando l'Eda venne a contare quanti si era per cenare, senza neanche chiederci se volevamo restare, e quella grande stanza dove si mangiava tappezzata di immagini, di grafici colorati, di oggetti.
Ma nel cuore di quel pomeriggio mi resta, quasi come un dono, questo breve episodio: l'Eda porta a Don Lorenzo un bicchiere con una medicina e l'appoggia sul tavolo, Marcellino, che sta accanto a lui, il più piccolo degli "scolari", cinque o sei anni, un po' ritardato, sporco di moccio, prende il bicchiere e se lo porta alla bocca, e l'Eda che lo rimprovera, e Don Lorenzo che dice."lascialo stare, quello che fa guarire non è la medicina ma è il moccio di Marcellino!"
Da quel giorno sono stato, per tre mesi almeno, con la mente e il cuore pieni di pensieri, riflessioni, domande, confronti, inquietudini, e poi il ricordo della sua dedizione totale, dell'amore per i suoi ragazzi e la sua "presenza" sono stati con me per sempre.
Altre tre volte sono salito a Barbiana, sempre accompagnato e accompagnando amici e ragazzi del nostro gruppo per incontrare Don Lorenzo e la sua scuola, erano gli anni in cui scrivevano la Lettera a una professoressa, tra loro c'era Sandro che poi avrebbe lavorato per diversi anni all'ENEL, è stato testimone del mio matrimonio e poi prete, ora parroco in Belgio. Dopo la sua prima volta a Barbiana mi disse che aveva visto un profeta del Vecchio Testamento, e addirittura pensava che anche Gesù, il Cristo, doveva essere così,in quel modo.
L'ultima salita a Barbiana, il giorno dopo della morte di Don Lorenzo, provenivo da Roma con mia sorella Maria Grazia, diciassette anni, arrivammo in via Masaccio mentre la bara usciva dal portone, salimmo subito sulla macchina di Mario Rosi, con la Luana e il figliolo Lorenzo e accompagnammo con quel lungo corteo Don Lorenzo alla sua Barbiana, dove fu deposto su quel tavolo, nella sua scuola, e inorno a quel tavolo tante persone a cui stava dicendo ancora tante parole, ed avrebbe seguitate a dirle fino ad oggi.
E la mattina dopo ancora salire a Barbiana per quel funerale, per quel cimitero, nel silenzio, dolore, speranza, gratitudine affetto.
Ho voluto ricordare alcuni nomi di persone, pensando di non violare la loro riservatezza, perchè per me il loro incontro, la loro amicizia, la loro frequentazione sono stati come "segni" per la mia vita, come "messaggeri" per me, come "angeli" portatori di buone notizie.
Io poi sono stato insegnante, di educazione artistica, ho "fatto scuola" cercando di "coinvolgere" sempre ragazzi e ragazze, facendo lavorare tutti, anche i più difficili, proponendo e offrendo loro, impegno, entusiasmo, stupore, collaborazione, bellezza, "facendo" le cose, sporcandosi le mani, mirando sempre in alto. Devo molto a Don Lorenzo, gratitudine e affetto.
aldobozzolo1 10-05-2020
COINVOLGIMENTO ed Imparar facendo
Il commento di Rondina è molto bello.
Quando parla del suo modo di fare scuola cercando di "coinvolgere" tutti i propri studenti in lavori anche difficili, anche sporcandosi le mani, ho ritrovato in tutto questo proprio quello che a Barbiana si faceva.
COINVOLGIMENTO nel colorare le cartine della Palestina per poi venderle e così pagarsi il viaggio a Roma, allo Zoo fu il primo progetto offertoci nel lontano dicembre 1954 su a Padulivo .
Spero che un TAVOLO durante questa Marcia di Barbiana 2020-virtuale si possa aprire proprio per conoscere altre situazioni e soluzioni che molti insegnanti stanno adottando o se ora in pensione, adottavano quando erano in attività.
Moretta Mirella 13-05-2020
Insegnante della Scuola Primaria di Liscia dell'Istituto Omnicomprensivo "G.Spataro" di Gissi (CH)
“Se si perde loro (i ragazzi più difficili) la scuola non è più scuola. É un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”

Spesso rifletto su questa frase…

La scuola DEVE essere un luogo delle diversità e delle somiglianze perché è un diritto per tutti
La scuola DEVE essere un luogo di apprendimento morale ed esperienziale.
La scuola DEVE essere un luogo di affetti, di compagnie e relazioni.
La scuola DEVE essere un luogo di condivisione.
La scuola DEVE regalare risposte ai bisogni reali di TUTTI gli alunni.
Di Paolo Gina Loreta 13-05-2020
Insegnante Scuola Primaria Istituto Onnicomprensivo "G. Spataro" di Gissi
"La bravura di un insegnante non si misura sui ragazzi che sono già bravi in partenza, ma sulla capacità di aiutare chi è in difficoltà e di risollevarlo da un destino che gli altri credono già segnato".
Nella consapevolezza che questo è il nostro compito, continuiamo a sostenerci, a "distanza", così manteniamo in vita il motto:I CARE!!!
Mariano Mariotto - Movimento Educatori Milaniani di Verona 15-05-2020
40^ visita a don Lorenzo Milani a Barbiana
Il M.E.M. sta organizzando la 40^ visita a don Milani. Come dal 1981 ininterrottamente, anche quest'anno, il primo giovedì dopo Ferragosto,il 20 agosto 2020, dovremmo -coronavirus permettendo- salire in pullman a Barbiana con una comitiva di partecipanti delle provincie di Verona e Vicenza per fare visita alla tomba di don Lorenzo e alla scuola di Barbiana. Durante il viaggio i partecipanti saranno trattenuti con filmati e testimonianze sulla ambientazione storica dell'esperienza religiosa, educativa e socio-politica di don Lorenzo Milani. Lassù, nel piccolo cimitero, daremo lettura di alcuni testi scelti scritti da quel "prete e uomo di scuola" che faranno emergere l'attualità del suo pensiero e, con testimoni diretti di quella esperienza, dopo il pranzo al sacco affronteremo all'interno della chiesa una riflessione sulla problematica individuata. Nel secondo pomeriggio, visitati gli ambienti della scuola, un incontro-dibattito con altri ex allievi di don Milani, presso la biblioteca di Vicchio, concluderà la giornata.
Nell'occasione di questa marcia virtuale, sensi di stima e gratitudine agli organizzatori e un saluto caro e un abbraccio a Mario Rosi e a tutti gli amici di Calenzano e Barbiana.
Lino Mussi 16-05-2020
"Tra mocci e caramelle".Vite parallele: don Lorenzo Milani e Franco Basaglia. e
Alla maniera degli storici antichi vorrei tracciare vite parallele,quella del priore e di chi ha chiuso i manicomi,partendo dai piccoli particolari .

Mi riferisco all'episodio del moccio e della caramella.Del primo ne parla Stefano Rondina ,che scrive:
" Ma nel cuore di quel pomeriggio mi resta, quasi come un dono, questo breve episodio: l'Eda porta a Don Lorenzo un bicchiere con una medicina e l'appoggia sul tavolo, Marcellino, che sta accanto a lui, il più piccolo degli "scolari", cinque o sei anni, un po' ritardato, sporco di moccio, prende il bicchiere e se lo porta alla bocca, e l'Eda che lo rimprovera, e Don Lorenzo che dice."lascialo stare, quello che fa guarire non è la medicina ma è il moccio di Marcellino!"

Del secondo ,quello della caramella, che forse non si conosce, né parla Peppe dell' Acqua,discepolo di Basaglia.
Scrive lo psichiatra triestino:

"Il primo giorno mi presento al manicomio di Colorno(Parma).Mi sento come se qualcuno mi avesse bastonato..Mi dicono di aspettare nel reparto uomini,tra un centinaio di persone che si muovono senza meta.C'e' un odore penetrante,odore di urina,di cibo fermentato,di sudore; odore triste dei luoghi di reclusione. Mi verrebbe voglia di fuggire.Poi arriva Marie-Claude Amieux,psicologa che lavora con Franco.E' giovane,bella,al posto del camice indossa un vestito elegante...Lavora in quel reparto,in mezzo allo sporco,ai residui di cibo,al tanto di urina.I malati le parlano,la toccano,uno di loro le porte una caramella. Lei la scarta e se la mangia ,e mentre ringrazia il paziente a me sale un conato di vomito.Mi prende sottobraccio e mi accompagna in una stanza,dove Basaglia sta tenendo una riunione con i medici...All'improvviso mi si presenta davanti un mondo nuovo".

Piccoli particolari ,per dire , del cambiamento morale e civile introdotto da questi due giganti della fede ...nell'umanità nello stesso periodo.
Una fede che si fa "I care" ,nel senso evangelico, dinnanzi al moccio di Marcellino e che si fa liberazione delle gabbie,attraverso una caramella donata da un matto.

Storie dei minimi,storie di liberazione.
anna.pellicelli 16-05-2020
Dal manifesto dei diritti.
La scuola di Barbiana insegna ancora!
Con paziente lavoro di scrittura collettiva i ragazzi dell'oratorio S.Zeno di Treviglio hanno elaborato i MANIFESTI dei diritti delle città,della terra,della scuola:realtà che "ci stanno a cuore".
Dal manifesto della scuola al punto 7:"una scuola solida come le querce del Libano dove tutti sono responsabili gli uni degli altri,dove nessuno dice "io non ho bisogno di te",dove tutti portano il loro mattone per costruire il bene comune che è il bene di ogni uomo e di tutto l'uomo".
Luca Bazzini 19-05-2020
La forza che dobbiamo ritrovare
Da non molto mi sono accostato alla figura di Don Milani e ho scoperto una persona forte pronta a battersi contro le ingiustizie pronto a dare una mano nel momento del bisogno. Don Milani mi ha aiutato a capire quali sono le cose importanti della vita è mi a insegnato ad amare, Ad a tenere a ciò che mi sta attorno (i care). Ho ancora molto da scoprire su Don Lorenzo Milani però ci tengo a sottolineare che quello cHe ho imparato mi rimarrà impresso nella mente per tutta la vita. Grazie.
Rachele Polvani 19-05-2020
Un uomo tenace e forte
A scuola,la nostra prof ci parlò di Don Milani, e subito rimasi colpita dalla figura di quest uomo, un uomo dedito ad aiutare il prossimo, a combattere per le ingiustizie che accaddero in quegli anni.Mi è piaciuto il fatto che abbia sempre agito con coraggio e tenacia, e che non abbia dato ascolto a ciò che gli dicevano gli altri, un po' come dovremmo fare tutti:agire sempre credendo nei propri pensieri, e mai farsi influenzare dagli altri
aldobozzolo1 22-05-2020
ALTRI COMMENTI
Alcuni partecipanti hanno lasciato il proprio commento in calce all'avviso relativo all'ATTESTATO e non qui.

Chi volesse leggerli li trova in testa alla pagina.
Sono soltanto 3. (tre)
Margherita 07-06-2020
Non potevo tacere
Durante la lettura di lettera ai giudici trovo estremamente affascinante e attuale un punto: “non potevo tacere”. La parola è lo strumento più potente per poter reagire all’ingiustizia, e quindi perché non reagire? Per quale motivo molte persone preferiscono restare in silenzio? Mi sono sempre chiesta se fosse possibile descrivere la realtà senza parole, usando solo il silenzio, comunicare con parole silenziose. Spostare le sguardo, comunicare con gli occhi, è possibile farlo, ma soprattutto è possibile far recepire il nostro messaggio? Mi affascina l’ etimologia della parola silenzio, la radice “si” presente sia in “silēre” che in “silentium”, deriva dall’indoeuropeo che significa legare. Trovo molto interessante quanto difficile che nel silenzio è insita l’idea del legare, dell’unione, ciò crea un canale di comunicazione privilegiato. Ma l’unione è un qualcosa di intimo, dunque non è possibile comunicare esclusivamente in questo modo. Alle volte credo che sia necessario spogliarsi da tutto questo silenzio, e iniziare a parlare, parlare con gli altri e con noi stessi. Mi guardo allo specchio e mi chiedo cosa veramente mi interessa, nel mentre ripenso alla celebre frase di Don Milani “I care”, mi interessa, mi importa, oppure sento a cuore. Vorrei non smettere mai di conoscere, di capire e percepire tutto quello che mi circonda. Vorrei non essere mai superficiale e concedermi solamente alla parola, ma è difficile. Sono stata per molto tempo in silenzio sentendo il peso delle parole degli altri sulla mia pelle, perché le parole sono importanti ma bisogna prestare molta attenzione mentre le usiamo, la parola è l’arma più potente che possediamo. È stato veramente utile studiare e conoscere il pensiero di Don Milani, sono riuscita ad aprire molte porte che dentro di me erano chiuse, e leggere certe parole mi ha permesso di trovare la chiave. Perciò oggi ho una consapevolezza diversa della parola, non solo come difesa ma come chiave di conoscenza interiore, che mi porta a voler sempre conoscere tutto ciò che mi circonda.





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